Con la delibera n. 224/26/CONS del 16 settembre 2026, l'Agcom ha adottato il PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE E DELLA TRASPARENZA 2026 – 2028, Adottato ai sensi della legge 6 novembre 2012, n. 190, recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”.
Il Piano costituisce lo strumento con cui l’Autorità programma le misure di prevenzione della corruzione, di integrità amministrativa e di trasparenza.
Il Piano è articolato in tre parti:
- analisi del contesto esterno e interno dell’Autorità;
- gestione e valutazione del rischio corruttivo;
- disciplina della trasparenza e degli obblighi di pubblicazione.
È corredato da:
- schede di risk assessment riferite alle diverse Direzioni, Servizi e Uffici;
- una tabella degli obblighi di pubblicazione
l Piano evidenzia l’evoluzione delle competenze dell’AGCOM, soprattutto nei settori:
- comunicazioni elettroniche;
- servizi media e audiovisivi;
- editoria;
- servizi postali;
- piattaforme digitali;
- tutela dei minori online;
- diritto d’autore e pirateria digitale;
- servizi regolati dal Digital Services Act e dagli altri regolamenti europei sul digitale.
L’Autorità opera in un contesto caratterizzato da numerosi rapporti con operatori economici, associazioni, utenti, amministrazioni pubbliche, autorità indipendenti, istituzioni europee e organismi internazionali. La complessità di tali relazioni viene considerata un possibile fattore di esposizione a rischi di interferenze indebite, conflitti di interesse e asimmetrie informative.
Gli obiettivi principali dell'Agcom per il triennio sono:
- migliorare la qualità, la completezza e l’aggiornamento dei dati pubblicati;
- rafforzare l’integrità dei procedimenti e la tracciabilità delle decisioni;
- semplificare e digitalizzare i processi;
- presidiare i rischi connessi ai contratti pubblici;
- rafforzare i controlli su inconferibilità e incompatibilità;
- tutelare i segnalanti di illeciti;
- migliorare la formazione in materia di etica, legalità e trasparenza;
- consolidare la mappatura dei processi e il monitoraggio delle misure.
Il Piano utilizza un sistema di risk assessment articolato nelle seguenti fasi:
- mappatura dei processi;
- analisi delle attività;
- valutazione del rischio;
- trattamento e monitoraggio delle misure.
lL Piano individua 17 misure generali di prevenzione di rischio, tra cui:
- trasparenza;
- codice etico e di comportamento;
- informatizzazione dei processi;
- accesso telematico a dati, documenti e procedimenti;
- monitoraggio dei tempi procedimentali;
- conflitto di interessi e obbligo di astensione;
- separazione tra istruttoria e decisione;
- inconferibilità e incompatibilità;
- incarichi extraistituzionali;
- formazione delle commissioni;
- pantouflage;
- patti di integrità;
- formazione del personale;
- rotazione del personale;
- rapporti con la società civile;
- monitoraggio dei rapporti con soggetti esterni;
- whistleblowing.
il documento presenta un sistema di prevenzione strutturato e fortemente fondato su:
- mappatura analitica dei processi;
- controlli incrociati;
- digitalizzazione;
- motivazione delle decisioni;
- rotazione e assegnazione plurima delle attività;
- trasparenza dei rapporti con gli stakeholder;
- monitoraggio degli obblighi di pubblicazione;
- formazione e responsabilizzazione del personale.
La terza parte del Piano disciplina il funzionamento della sezione “Autorità Trasparente”.
Il Piano riconosce tuttavia che i rischi restano particolarmente significativi nelle attività regolatorie, di vigilanza, sanzionatorie, contrattuali, finanziarie e informatiche e prevede, per il triennio 2026-2028, il rafforzamento progressivo dei relativi presìdi
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